Grottaferrata si trova a sud est di Roma sulle pendici dei Colli Albani, a 330 metri di altezza, e conta una popolazione di circa 18.000 abitanti e fa parte del Parco Regionale dei Castelli Romani, dell’XI^ Comunità Montana del Lazio e del Consorzio Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani.
Gemellata dal 1977 con la cittadina francese di Vandoeuvre (Lorena) in occasione delle manifestazioni del santo patrono, San Nilo, nel 2006 ha stretto gemellaggio con l'isola greca di Patmos. Il centro abitato si è sviluppato nel corso dei secoli intorno all’Abbazia di S. Nilo sopra i resti di ville romane situate nei pressi dell’antica Via Latina.
Eretta in Comune autonomo nel 1848, Grottaferrata ha comunque continuato ad avere nell’Abbazia di S.Nilo il suo reale punto di riferimento, tanto che in essa fu ospitata la sede del Comune appena costituito. Dopo il 1870, la vendita dei terreni abbaziali, confiscati dallo Stato italiano in applicazione alle leggi Siccardi, dette luogo ad una grande frammentazione del territorio che ospitò numerose case religiose e divenne luogo privilegiato di villeggiatura per la ricca borghesia romana che vi costruì numerosi "villini" spesso di pregevole fattura.

Pur restando l’Abbazia il monumento più importante di Grottaferrata, non va dimenticata la presenza sul suo territorio delle antiche Catacombe "Ad Decimum", del Castello Savelli (sec.X), e di alcune delle famose "Ville Tuscolane", tra cui le più notevoli, per il valore artistico dell’architettura e degli affreschi di Lanfranco (1582-1647), Domenichino (1581-1641), Pannini (1692-1765), sono la villa Grazioli e la Villa Arrigoni Muti.
Testimone di una significativa presenza di attività protoindustriale è il suggestivo complesso dell’antica cartiera che assieme alla ferriera, di cui restano solo alcuni ruderi, sfruttava l´energia dell´"Aqua Mariana" che scorreva e scorre tuttora fino al Tevere.
L´edilizia del XX° secolo caratterizza attualmente la maggior parte dell’abitato di Grottaferrata, ed offre alcuni esempi di elevato pregio artistico, come il villino "il Castagno" di Angiolo Mazzoni e la chiesa di S.Rita in località Borghetto con le opere di Pericle Fazzini e Francesco Messina.
Negli ultimi trent’anni si è sviluppata una edilizia residenziale di qualità, tutta rigorosamente immersa nel verde, tanto che Grottaferrata può essere definita una città giardino.
Oltre i confini dell’abitato, Grottaferrata presenta ancora ampi spazi di territorio agricolo con i tradizionali vigneti e con ampi oliveti.
Zone incontaminate e di notevole interesse sia paesaggistico sia naturalistico, per la presenza di una grande varietà di rare essenze locali, sono il Bosco di Selva Rustica presso la Villa Grazioli, il cosiddetto "Vallone" ai piedi dell’Abbazia e il Bosco della Molara.
La posizione alle porte di Roma, il verde che la caratterizza, il fascino dell’antica Abbazia, l’ottima produzione locale di vino e olio hanno fatto di Grottaferrata una città a vocazione turistica con numerosi e famosi ristoranti ed alberghi, con un artigianato di qualità, specie nel campo della decorazione ceramica ed un variegato mercato dell’antiquariato. La vocazione turistica di Grottaferrata si coniuga con quella culturale espressa sia dalla presenza delle biblioteche dell’Abbazia di S. Nilo e del Convento di S. Bonaventura sia da un vivace e numeroso associazionismo socio-culturale. La ricorrenza annuale, in marzo, della Fiera Nazionale, oltre ad essere il più importante appuntamento commerciale dei Castelli Romani, costituisce, assieme alla rievocazione storica dell’antica fiera di settembre (detta "Na vota c´era"), un ulteriore elemento di attrazione per i visitatori.

Il territorio di Grottaferrata era occupato in età antica da ville e tenute di ricchi romani: secondo la tradizione la Villa su cui oggi sorge l'Abbazia sarebbe appartenuta a Marco Tullio Cicerone, ed altri resti di costruzioni romane si trovano un po' dovunque.
Grottaferrata viene definita "città giardino" per la bellezza dei luoghi dal punto di vista naturalistico e storico-archeologico. Nei giorni festivi è meta di turisti che, tradizionalmente ,da Roma vengono in visita ai Castelli Romani e se nel passato gli stessi amavano rifocillarsi alle "fraschette" oggi possono godere di una raffinata ristorazione che ha raggiunto ottimi livelli e che rappresenta una delle attività imprenditoriali più sviluppate.
La presenza turistica si concentra in momenti particolari dell'anno in occasione, ad esempio, della Fiera Nazionale di Grottaferrata (che si svolge tradizionalmente nel mese di marzo di ogni anno) alla quale fa eco la festa patronale del 26 settembre denominata "Na' vota c'era" ove in occasione della ricorrenza di S. Nilo si svolge una rievocazione storica, in abiti d'epoca, dell'altra antica fiera cryptense direttamente presso l'Abbazia di S. Nilo con spettacolari fuochi d'artificio finali.
L'economia di Grottaferrata, oltre che intorno alle attività dell'Abbazia, si è in parte sviluppata intorno alle molte Ville erette da nobili e cardinali. Gran parte della popolazione veniva impiegata nelle cucine, nei giardini, nella manutenzione di queste splendide dimore, perlopiù edificate tra il Rinascimento ed il Settecento e spesso adornate di splendidi affreschi (Villa Cavalletti, Villa Muti, Villa Grazioli, Villa di Campovecchio, Villa -Palazzo Passerini poi Santovetti).
Nella località Borghetto, sulla via Anagnina, si trovano i resti del Castello dei Savelli, attualmente di proprietà privata, che costituì un avamposto difensivo dell'abbazia di S. Nilo, di proprietà successivamente dei Conti di Tuscolo, dei Savelli, e dell'Abbazia stessa.
Numerosi i villini, alcuni di notevole pregio architettonico che furono costruiti come residenza di villeggiatura dalla ricca borghesia romana specie durante la prima metà del Novecento.
Le catacombe Ad Decimum (miliarium in Via Latina), nonostante le dimensioni modeste, costituiscono una testimonianza storica di notevole valore. Infatti, a differenza di molte catacombe del territorio laziale, nel corso dei secoli spogliate a più riprese, questa necropoli è rimasta sostanzialmente intatta fino al casuale ritrovamento agli inizi di questo secolo.
La prima campagna di scavo archeologico fu condotta grazie all'interessamento dei monaci dell'Abbazia Greca e portò alla luce un cimitero cristiano del terzo, quarto e quinto secolo, strutturalmente ricavato nel tufo. La catacomba si articola in cinque gallerie e misura in tutto 225 metri con mille sepolcri di cui 900 ancora intatti , e contiene alcune pitture parietali del IV e V sec.
Le rovine di Tuscolo sono una delle mete più frequentate dagli amanti delle escursioni naturalistiche ed archeologiche. Arrivando da Grottaferrata, si percorre per circa 5 km la via Tuscolana, sino ad imboccare la strada per Tuscolo. Al primo tornante, conviene parcheggiare l'automobile ed imboccare il primo sentiero a destra.
Un lastricato romano vi guiderà lungo la Via dei Sepolcri, che attraversa boschi di pini marittimi e poi castagni, e che lambisce importanti resti romani (un anfiteatro, un foro, un teatro romano in discreto stato di conservazione). Si arriva in cima al Tuscolo, alla croce (670 metri), dove potrete ammirare un meraviglioso panorama.

Abbazia di S. Nilo
L'abbazia fu fondata nel 1004 da un gruppo di monaci di rito bizantino-greco, giunti a Grottaferrata al seguito di S. Nilo, oggi patrono della città.
L'abbazia sorge sopra i ruderi di una villa romana, su un terreno donato a S . Nilo da Gregorio I, conte di Tuscolo. Dell'antica villa rimane oggi la parte sotterranea di cui è visibile il Criptoportico, un corridoio semisotterraneo che era adibito al passeggio e che si affaccia sullo splendido panorama del Vallone.
Nel corso dei secoli, vista la sua posizione strategica, l'abbazia fu occupata molte volte da truppe in marcia verso Roma. Per cercare di porre un freno a queste continue devastazioni, il Cardinale della Rovere, nel 1480, decise di fortificare il complesso architettonico: oggi, l'abbazia appare circondata da un alto muro di cinta, da quattro torri e da un fossato i cui autori furono probabilmente Antonio da Sangallo il Giovane e Baccio Pontelli.
Nel primo cortile fu costruito il Palazzo del Commendatario, che oggi ospita uno dei musei più importanti della provincia romana. Nelle sale del museo, cui si accede da uno spettacolare portico attribuito al Sangallo (1445-1516), sono esposte statue greche e romane, sarcofagi, vasi, un orologio solare, cinerari in marmo, un elegantissimo "pallio" papale, splendidi arredi sacri e numerosi quadri (tra gli altri, un San Giovanni Battista attribuito al Caravaggio), nonché la ricca suppellettile di una tomba principesca dell'età del ferro recentemente rinvenuta nella zona del Vivaro.
Nel complesso sorge anche il Nuovo Monastero (inizi sec. XVIII), che ospita le celle dei monaci, un bel refettorio e due notevoli Biblioteche, che custodiscono manoscritti greci latini, incunaboli, cinquecentine, codici liturgici e musicali.
Dal 1928 è attivo un Laboratorio per il Restauro del Libro, che ha portato a termine operazioni di notevole valore, tra cui il restauro del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.
A fianco del monastero sorge la basilica di Santa Maria, consacrata nel 1024 da Giovanni XIX dei Conti di Tuscolo, essendo abate S. Bartolomeo, discepolo prediletto di S.Nilo ed ora compatrono di Grottaferrata. L'ingresso alla basilica è costituito da un pronao a quattro colonne, da un nartece, e da un portale bizantino (XI-XII sec).
L'edificio si articola su tre navate, ed ospita preziosi mosaici duecenteschi, oltre all'icona della Madonna Theotokos. Nella cappella di S. Nilo si possono ammirare gli affreschi del Domenichino, tra i capolavori del Seicento italiano. Affianca la basilica un campanile romanico, riportato alle forme originarie con il restauro del 1930.
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